Nel 2009 Beppe Severgnini, allora presidente dell'Associazione Alunni dell'Università di Pavia, lanciò l'idea di fondare un archivio di memorie digitali di scrittori, giornalisti e intellettuali del nostro tempo. L'archivio avrebbe dovuto raccogliere materiali di diverso tipo, garantire la conservazione a lungo termine dei fondi ed eventualmente, in base alle disposizioni degli autori, essere accessibile agli studiosi.

Da questa idea nasce il primo prototipo di PAD - Pavia Archivi Digitali. Severgnini ha fin da subito dato un segnale di fiducia affidando all'ateneo oltre sedicimila file del suo archivio e sponsorizzando PAD presso la sua casa editrice: hanno così deciso di aderire al progetto anche Dacia Maraini, Silvia Avallone e Gianrico Carofiglio.

Negli anni successivi si sono concentrati gli sforzi per trasformare il prototipo in un progetto sostenibile nel tempo, in grado di gestire grandi masse di dati e di conservarle in sicurezza.