I conferimenti di oltre diecimila file hanno comportato una ristrutturazione dell'architettura originaria di PAD. Uno dei nodi principali è la gestione dei grandi archivi, che di fatto si possono presentare dinamici in due diverse direzioni: al loro interno contengono file e cartelle duplicati anche decine di volte; e sono potenzialmente incrementabili con ulteriori conferimenti dello stesso autore, che modificano in più dimensioni la morfologia del fondo. 

Il compito di PAD è preservare il materiale ma anche metterlo a disposizione della comunità scientifica. Stiamo lavorando per permettere di consultare, sia in sede che da remoto, i file degli archivi, nel rispetto della privacy e delle indicazioni date dall'autore.

Stiamo progettando un sistema di consultazione che, lavorando su diversi layer, sia in grado di segnalare e restituire nella maniera più chiara possibile la stratificazione e la fluidità dei materiali.

L'obiettivo finale è dare agli utenti degli strumenti di navigazione basati su interfacce intuitive, con caratteristiche, funzionalità e portabilità simili alle più comuni applicazioni per computer.

 

Il prototipo per la consultazione dei fondi PAD, progettato dal dott. Primo Baldini