"Nasce a Pavia un archivio di Hard disk della letteratura"

«Certo viene da chiedersi che cosa studieranno i filologi in futuro: da venti o trent’anni il più degli scrittori ha abbandonato la penna e le Olivetti per comodissimi fogli Word. Addio carta, addio correzioni a mano, addio varianti! Il computer le inghiotte, spostiamo virgole e cambiamo parole, ma nessuno lo saprà. Senza carta, l’archivio di un autore perde un po' di fascino, ma non interesse».

Paolo di Paolo, Nasce a Pavia un archivio di Hard Disk della letteratura, in "il Venerdì" di "Repubblica", 10 ottobre 2014

Neil Harris

«Quando ricordiamo la storia dei materiali librari, dalla tavoletta di argilla al rotolo di pergamena, dalla carta fatta con stracci di lino a quella di cellulosa, ci si accorge che la facilità di scrittura e di diffusione ha sempre prevalso rispetto alle esigenze di conservazione. Se epoche storiche differenti si distinguono attraverso scelte di un supporto per ricevere i loro testi, la nostra si riconosce dal suo amore per la plastica, espresso non solo nei microfilmati, ma anche nei dischi, nei nastri, oppure nel polimero sulla superficie di un CD-ROM o DVD. In nessun’altra epoca il trasferimento dei testi da un supporto all’altro è stato promosso con la scusa di garantire la loro sopravvivenza.

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