Rete e scrittura

«Nella disciplina cui precedentemente mi dedicavo anima e corpo ero in tutto e per tutto un uomo del Novecento: carta e matita, carta e penna, carta e china, carta stampata, carta da riempire lentamente di linee e simboli, colori, tratteggi, cifre parole indicazioni. Carta su cui rappresentare ciò che si voleva, si sperava, sarebbe un giorno esistito in forma di materia abitabile, conformata e tridimensionale: in pratica edifici. In quanto scrittore sono invece un prodotto (e una vittima) del ventunesimo secolo. In altre parole del computer. Per essere più preciso, della rete».

Francesco Pecoraro, intervento su "Il Libraio", 13 novembre 2014

 

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