Emmanuel Carrère

«Oggi, che sempre più spesso scriviamo, e addirittura leggiamo, a video e sempre meno su carta, ho un'ottima ragione per preferire la seconda: uso il computer da più di vent'anni, e tutto quello che ho scritto a mano ce l'ho ancora - per esempio i quaderni da cui ricavo il contenuto di questo resoconto -, mentre tutto, ma proprio tutto quello che ho scritto direttamente a video è sparito. Ho fatto, come mi supplicavano, ogni sorta di backup, e di backup dei backup, ma è sopravvissuto soltanto quello che è stato stampato su carta. Il resto era su dischetti, chiavette, hard disk esterni, considerati molto più sicuri ma diventati obsoleti l'uno dopo l'altro, e ormai inutilizzabili come le audiocassette di quand'eravamo giovani. In poche parole: nelle viscere di un computer da molto tempo defunto, c'è l'abbozzo di un romanzo che potrebbe servire per integrare i quaderni, se lo ritrovassi».

Emmanuel Carrère, Il Regno, trad. it. di F. Bergamasco, Adelphi 2015

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