• "Nasce a Pavia un archivio di Hard disk della letteratura"

    «Certo viene da chiedersi che cosa studieranno i filologi in futuro: da venti o trent’anni il più degli scrittori ha abbandonato la penna e le Olivetti per comodissimi fogli Word. Addio carta, addio correzioni a mano, addio varianti! Il computer le inghiotte, spostiamo virgole e cambiamo parole, ma nessuno lo saprà. Senza carta, l’archivio di un autore perde un po' di fascino, ma non interesse».

    Paolo di Paolo, Nasce a Pavia un archivio di Hard Disk della letteratura, in "il Venerdì" di "Repubblica", 10 ottobre 2014